domenica, 19 agosto 2007
@ 11:06
<<Le ragazze sono come le mele sugli alberi. Le migliori sono sulla cima dell'albero. Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori perchè hanno paura di cadere e di ferirsi; in cambio prendono le mele marce che sono cadute a terra e, che pur non essendo così buone, sono facili da raggiungere. Perciò le mele che stanno sulla cima dell'albero pensano che qualcosa non vada in loro, mentre in reltà esse sono grandiose. Semplicemente devono aspettare che l'uomo giusto arrivi, colui che sia così coraggioso da arrampicarsi fino alla cima dell'albero per esse.>>
<<La donna uscì dalla costola dell'uomo, non dai piedi per essere calpestata, ne dalla testa per essere superiore...ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, e accanto al cuore per essere amata.>>
William Shakespeare
Certo che quell'uomo era un genio.
Joandra;
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sabato, 18 agosto 2007
@ 10:08
Avete mai visto dei bambini giocare una partita di pallone, seduti sull'erba ed il cielo, non uno qualsiasi ma quello australiano, il più grande del mondo, su di voi?
A me non era mai successo. Fino ad oggi, almeno. E' una sensazione che non si può descrivere. Il cielo australiano fa miracoli e, se devo dire una sola cosa da fare prima di morire, questa è vedere the australian sky. Non lo si può immaginare. E' qualcosa di meraviglioso ed, allo sesso tempo, che incute terrore. Perchè sembra sempre lì, pronto a farti suo.
Tutto questo a parte. Scusate se non ho scritto. Sono in Australia da ormai due settimane ed un giorno. Qui sono le 6 pm. Il tempo sembra voler volare via, ma ancorato da qualcosa al suolo. E' un tempo che non esiste più, per me. Vivo; e basta. Mi sfugge, ed io lo lascio sfuggire. Perchè è così che bisogna fare, con il tempo. E' la prima volta che ci riesco. Che riesco ad aspettare fuori una porta di casa senza sperare che qualcuno venga ad aprirmi, ma immersa in una felicità che sta dentro. E che c'è. Sempre. E mi fa sorridere e piangere. Ma è li, e non mi lascia.
E' tutto molto strano. Strano da provare. E strano da scrivere. Non trovo le parole adatte per descrivere il caos di tranquillità che ho dentro. Sono solo felice. Di esserci riuscita. Sono fiera di me stessa. E di come sto vivendo questa esperienza.
E poi... sto scrivendo su una Moleskine. Regalatami dalla mia mamma prima di partire. E' bello srotolarla e vedere fiumi di inchiostro nero allineati in parole. E' bello scriverci leggendo Chatwin. Soprattutto leggendo Chatwin che parla dell'Australia e del viaggiatore. E' bello tutto. Anche affrontare la nostalgia. Non vi so spiegare bene il perchè. So solo dire che è tutto fottutamente bello.
Joandra;
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lunedì, 30 luglio 2007
@ 02:06
«Uno. Due. Tre. Quattro. Quattro. Quattro.
Quattro semplici passi e si trovò davanti la più grande nave che avesse mai visto in tutta la sua vita. A poco più di un metro da lei, la passerella. Pochi secondi e sarebbe stata lì su. A salutare nessuno con un fazzoletto rosso che non aveva.
Non poteva andare così. Non doveva andare così.
Era tutto così fottutamente strano. Neanche due giorni prima era per le strade della sua città -quella di sempre- con due amiche e qualche birra a farle compagnia.
Non doveva andare così. Eppure stava succedendo. Pochi secondi e la sua valigia sarebbe stata su quella scatola metallica. Poi secondi e lei -quella che ora si trovava lì davanti- avrebbe guardato un porto -un porto che conosceva anche troppo bene- scomparire all'orizzonte.
Ovviamente, davanti a sè, il nulla.
Quando si parte, davanti a sè si ha sempre il nulla. Sempre. E' come qualcosa di obbligatorio. Decidi di partire e -puff- tutto il futuro scompare. Il tempo scompare. E tu provi a berne quanto più puoi. Ma scivoloso, il tempo, corre più veloce di te. E fugge. Via. Lontano. Anche se si sapesse dove va, nessuno riuscirebbe a trovarlo.
Succede -semplicemente- così.
Aveva ancora un po' di futuro programmato, davanti a se. Forse, se voleva, poteva programmare ancora qualche giorno. Il tempo che la nave avrebbe approdato in un nuovo porto... e poi -come si sa- ancora il nulla.
Non bastava decidere di salire su quella nave. No. Si doveva voler affrontare anche il dopo.
Il dopo.
Non bastava decidere di salire su quella nave. No. Si doveva portare con se anche il prima.
Il prima.
E tutto questo non funzionava. Le sembrava di scappare, così. Le sembrava di fuggire dal prima, verso un dopo troppo incerto per una come lei. Le sembrava di ripudiare tutto ciò che aveva avuto per il brivido dell'avventura.
Forse non era davvero così. Forse si. Forse scappava davvero. Inconsapevolmente. Forse partiva perchè non c'era più nulla per cui valeva la pena restare.
Non bastava, forse, la propria città? Le strade, i vicoli ed i palazzi addossati l'uno all'altro. Il mare che si perde all'infinito e l'unica collina. Le facce di bambini già uomini e quelle di vecchi ancora bambini. Le mani consumate. I sorrisi freschi. Non bastava, forse, tutto questo per farla rimanere?
Non lo sapeva. Adesso era sola davanti ad una nave che cercava l'infinito. Anche lei lo cercava. Certo, in modo diverso.
Una nave, l'infinito lo cerca camminando. Gettando cibo nero in una bocca di fuoco. L'infinito lo cerca con il sudore degli uomini e l'ingegno degli altri. Lo cerca inesorabilmente. Senza mai stancarsi. Probabilmente, una nave cerca l'infinito convinta che prima o poi lo troverà.
Lei no. L'infinito lo cercava diversamente. Lo cercava dentro. Scavava, raschiando il fondo. Scriveva sulla carta qualcosa che, una volta diventato inchiostro, già non era più infinito. Spesso, perdeva la speranza di trovarlo. Lei l'infinito lo cercava china su se stessa. Una nave -anzi, la nave- l'infinito lo cerca a braccia aperte.
Forse si sarebbero potuti aiutare. La nave e lei. Lei e la nave. Chi lo sa, se l'hanno fatto.
Occhi che si dividono tra il bianco di una nave quasi in partenza ed il grigio di una città consumata dai suoi stessi abitanti. Al centro, lei. Inconsciamente decisa. Uno sguardo al passato. Un veloce rassegna di tutto ciò che è successo. E' stata felice per gli altri. Tante volte. Adesso è ora che sia felice anche per se stessa.
Si gira e, con passo sicuro, sale sulla nave bianco metallo. Non guarda più indietro, Lisa.
Non è improbabile che, un giorno, possa tornare indietro.»
Una storia. Veramente non so cos'è. Mi ha semplicemente aiutata a sentirmi meglio. A distrarmi. Martedì parto ed è tutto così confuso. La protagonista delle mie storie si chiamerà sempre Lisa. Non mi chiedete il perchè.
Grazie a Baricco. Che mi ridà la voglia di scrivere.
{Sono felice della felicità degli altri.}
Joandra;
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venerdì, 27 luglio 2007
@ 00:08
«Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere per come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è un opera di teatro che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca senza applausi.»
Charlie Chaplin
Parigi. Non è difficile capirlo, dalla foto. Quelli sono i miei genitori. E mia sorella. Sullo sfondo, la mitica torre Eiffel. Meravigliosamente strana.
Sono stata a Parigi per una settimana. E' una bella -bellissima- città. Ma non è la mia città. Non la sento mia. Non so come si faccia a sentire propria, una città. Si sente e basta.
Tra l'arte ed il camminare ho divorato due libri di Baricco. Ed ho affrontato l'imminente partenza.
Non so cosa farò. Se aggiornerò questo blog oppure no. Non voglio saperlo. Verrà tutto come verrà. E come deve venire. Per adesso so soltanto che martedì parto. Che ho una fottuta paura. Che a momenti non realizzo. Che non vedo l'ora. Che a momenti realizzo troppo.
Forse, sarebbe meglio dire che non so assolutamente nulla.
Avrei milioni di cose da dire. Pensieri formatisi nella mia mente per le strade parigine. Abozzi di storie tutte da inventare. Ma non ne ho voglia.
___Per la prima volta, a Parigi, vedendo le tazze girare vorticosamente, e le facce così diverse della gente, che ridevano -ridevano- ho realizzato che io, Fra, Nanna e So non staremo più insieme per un anno. Ho anche capito come è bella la vita. Soprattutto se hai la fortuna di avere qualcuno che ti ama per quello che sei.___
-In un museo non si dovrebbe mai:
.fare fotografie ai quadri o alle persone con i quadri
.commentare le opere ad alta voce
Detto tutto ciò, vado a dormire. Felice di avere un'assistente Australiana che mi ha mandato una e-mail carinissima. Ed un po' scocciata (come sempre) perchè questo mondo si basa sull'apparenza ed io, ne sono vittima consapevole.
Joandra;
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martedì, 17 luglio 2007
@ 15:04
<<Sit and drink Pennyroyal Tea
Distill the life that's inside of me>>
Pennyroyal Tea ♥ Nirvana
Un anno fa non avrei mai immaginato di poter amare le canzoni dei Nirvana. Un anno fa non avrei mai immaginato di premere riproduzione infinita su di una canzone dei Nirvana.
Un anno fa. Quante cose sono cambiate da allora. Quante ancora stanno per cambiare. E quante cambieranno. Mondo che vive nello spazio e nel tempo. Ed io non mi ci ritrovo. Perchè non li vedo più. Domani è già ieri. E le strade di una città si perdono in quelle di campagna.
Ultimamente ci ragiono tanto. Forse anche troppo. Sul tempo. Eppure adesso non saprei esprimere a parole cosa penso. Non lo saprei scrivere. Nè dire. So solo che il tempo passa. Come sempre. I n e s o r a b i l e.
Non sto male, per questo. Per niente. Considero. E basta.
La partenza si avvicina. Eppure sono tranquilla. La paura è sempre lì; ma è nascosta da una copertina nera ed isolante. In fin dei conti, non vedo l'ora. [-14]
Io non la capisco, la morte. Davvero. Il concetto mi sfugge. Ed ho paura di star sbagliando qualcosa, solo perchè la mancanza non la sento ogni ora, ogni momento che passa. E ricordo solo i sorrisi. E le carezze.
Ho pianto già abbastanza. Di felicità, ovviamente. Perchè ho amici che mi vogliono bene. Ed io gliene voglio di più. Vedere scritto da Nanna che lei 'mi vuole bene per quella che sono'; aver avuto in consegna da So, l'anello di Gioacchino; leggere una lettera di Fra, la mia figlioletta; guardare una foto di secoli fa, con me e Marco. Fa piangere. Anche solo a pensarci, mi si appannano gli occhi. Mi mancheranno da morire, in questi sei mesi.
[Ho scritto cose sconnese e senza senso. Ma non importa. Pensavo a tante cose, ma non sapevo come legarle.]
Me ne convinco sempre di più:
in fin dei conti, anche io sono emo.
Joandra;
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lunedì, 09 luglio 2007
@ 20:00
«You know what? Fuck beauty contests. Life is one fucking beauty contest after another. School, then college, then work... Fuck that. And fuck the Air Force Academy. If I want to fly, I'll find a way to fly. You do what you love, and fuck the rest.»
Little Miss Sunshine
Ho voglia di scrivere. Anche se non so cosa.
La noia mi ha conquistata. Fatta sua. Tra il computer ed un libro. Una specie di automa. Quasi senza più funzioni vitali.
Neanche il lontano bagliore di un'idea. Nulla. Assolutamente nulla.
Sola. I libri. Ed i sogni. E la paura di partire, ovviamente.
Non ho ancora del tutto compreso. Fatto mia l'idea che per sei mesi non ci sarò. E per me il tempo si fermerà. Scorrerà in un universo parallelo. Ma per me qui, in Italia, avrò messo 'pausa'. Eppure non riesco a capire che non sarà così. Che le persone qui, a Napoli, cambieranno. Così come cambierò io. Che il tempo scorre ovunque, e per tutti.
Bhà. Non lo so. Comunque andrà, sarà qualcosa si fantastico. Questo lo so.
Tra soli 22 giorni sarò a Roma. Per volare, la mattina dopo. Volare, sì. In Australia. Volare...
Cos'altro posso dire? Non ho niente da dire. Eppure mi continuano a regalare quadernini su cui scrivere. Penne da far volteggiare sui fogli. E pennarelli con cui divertirmi sul bianco.
Joandra;
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venerdì, 06 luglio 2007
@ 01:59
<<...non si possono contare le lune che brillano sui tetti di Kabul, nè i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri...>>
Mille splendidi soli - Khaled Hosseini
Voglia di andare in Afghnasitan. A Kabul. Mondo diverso. Gente diversa. Desiderio impossibile da soddisfare. Leggete Mille Splendidi Soli, e poi mi dite. Rimasta turbata da quel libro. Affascinata. Piena di voglia di riflettere.
Scusate la tarda ora. Ma di sonno non ne ho molto. E poi non aggiorno da tantissimo tempo. Perchè sono stata in campeggio. Con Nanna, So e Fra. Un viaggio d'addio, l'abbiamo definito. Perchè? perchè adesso non ci rivedremo più tutte e quattro insieme per 1 anno. Un anno. Un intero anno. Se non 12 mesi, di sicuro 11. Perchè io vado in Australia per sei mesi. Fra va di America per sei mesi. Nanna va in America per 10 mesi. E So rimane qui. Non lo so. Non lo so cosa sarà della nostra amicizia. Ma se è vera (come spero che sia) resisterà. E le 'quattro amiche ed un blog' xD torneranno vincenti dalla loro avventura.
In ogni caso, in campeggio mi sono divertita. Sono stata bene. E basta. Non ho voglia di raccontare. Posso dire solo che il cocomero tondo tondo quando scia fa "tomba! tomba!" e che l'anno prossimo si va tutti in mutande, con i guanti, pentole più grandi ed una lampadina.
Giornata passata in casa. Tra un libro stupido, il pc, mia sorella ed il bagno. Disintossicazione dalla convivenza.
Joandra;
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Pager___
Andreana
«La vera autenticità non sta nell'essere come si è ma nel riuscire a somigliare il più possibile al sogno che si ha di se
stessi.»
Pedro Almodovar

Andrebbina.
24/10/1990. Napoletana. A suo parere, sproporzionata. Capelli Colorati
[di solito di rosso]. Nuova
Lisa Simpson.
Scrittrice Mentale. Graphic Designer. [
FG .
HG .
PG] Studia
Mimo. Ama le lingue. Vuole fare la fotografa
deviata per hobby
[ma non ne è capace]. Timida con chi non conosce. Anche troppo
esuberante con i suoi amici. Decisamente
folle. Capace di fare tutto, se le va. Tremendamente invidiosa. Lunatica.
Ricorda tutto
e tutti ed ama farlo. Sognatrice senza speranza, tesse storie da conservare
dentro. Sa aspettare, ascoltare e
mantenere i segreti. Collezionista di maialini. E' [e sarà sempre] un po'
bambina. Curiosa ed originale. Veste
colorato:
ama i
colori. Piange per le cose per cui non dovrebbe
farlo. Ma sa
sorridere [anche nei momenti meno opportuni]. Ha tanta
fantasia, ma non ha ancora imparato ad
usarla. Chiamata '
mamma' dai suoi amici. Se ne frega di cosa pensano gli altri. E' se stessa
sempre e
comunque.
*loading* piccoli eroi.
Luv ♥ / Hate †
» Luv
Il mondo, la gente, la vita e
sorridere.
Amo
Stitch, i maialini, i gatti e Sammy.
Amo il teatro, il cinema, i libri, i viaggi, i concerti, lo yoga ed i pennarelli.
Amo i vestiti, le gonne, la matita e lo smalto neri, i foulard, bracciali-collanine-orecchini, le Coverse e le ballerine.
Amo la cassata, il tè, i biscotti, le stelle, il mio pc, la grafica, la musica e tutto ciò che c'è di
diverso.
» Hate
Tutto ciò che c'è di odiabile in questo mondo un bel po' schifoso.
Il menefreghismo, il razzismo, l'invidia e qualsiasi altro sentimento che va
'contro qualcuno'. Le persone che si
credono i migliori del mondo e giudicano situazioni e persone
senza conoscerle. Gli stereotipi. Il grasso. E le
zucchine xD
Musica / Film / Libri
» Musica
Non sono per niente un'esperta di musica. Ascolto per lo più
rock,
indie alternative ed
anni '70.
The Ark . Aerosmith . Nickelback .
Modena City Ramblers . 99 Posse . Bob Marley .
Fabrizio De Andrè . Red Hot
Chili Peppers . Nirvana . Placebo .
Janis Joplin . Gem Boy .
Francesco Guccini . Maroon5 . Jethro Tull .
The
Veils . Afterhours .
David Bowie . Manu Chao . Giorgio Gaber . Bandabardò . Larrikin Love . Ska-P . Sud Sound System .
Bob Dylan . The Doors
» Film
Amo il cinema.
Tim Burton è un genio: amo tutti i suoi film. Un altro regista che mi piace da morire è
Pedro
Almodovar. Come attori sono una fan di
Johnny Depp e di
Hugh Grant, che quando fa le parti da sfigato è
bravissimo!
I miei film preferiti? La Fabbrica di Cioccolato, The Rocky Horror Picture Show, Lilo&Stitch, Priscilla Regina del Deserto,
Chocolat, Arancia Meccanica, Requiem for a Dream... e tanti altri!
Adoro
tutti i
cartoni animati.
» Libri
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Hermann Hesse. Adoro i libri di entrambi, nonostante siano diversissimi
tra loro. In ogni caso
leggo molto, quasi tutti i generi (tranne il fantasy). Come scrittori mi piacciono molto anche
Italo Calvino [Se una notte d'inverno un viaggiatore] ed
Alessandro Baricco. Ed i libri per ragazzine di
Jacqueline Wilson xD
E poi... leggo anche opere teatrali.
Arthur Miller - Dopo la caduta.
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•non avere più brufoli (dai che ci siamo quasi *__*)
On Air
Blowin' in the wind - Bob Dylan
How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, 'n' how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, 'n' how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.
How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, 'n' how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, 'n' how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.
How many years can a mountain exist
Before it's washed to the sea?
Yes, 'n' how many years can some people exist
Before they're allowed to be free?
Yes, 'n' how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesn't see?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.
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